Il territtorio della Venaria Reale fu designato da Carlo Emanuele II come ideale per farvi una riserva di caccia; venne affidato a Castellamonte l'incarico di costruirvi il castello con gli edifici circostanti. Nel 1693 e nel 1706 il castello viene devastato dalle truppe francesi che causano ingenti danni. La ricostruzione tocca al duca Vittorio Amedeo II che chiama ad eseguire i lavori Michelangelo Garove. Nel 1713, la pace di Utrecht offre ai Savoia la corona regale ma in quell'anno muore il Garove che sarà sostituito da Filippo Juvarra che modifica la galleria di Diana, costruisce la chiesa di Sant'Uberto, le scuderie e la citroniera. nel 1739 l'edificio verrà rimodellato da Benedetto Alfieri che riunirà in un solo impianto architettonico le opere di Juvarra. L'invasione napoleonica segnò l'inizio della decadenza di Venaria, che nel 1809 si trova in pessime condizioni. La spoliazione continuerà anche durante la Restaurazione. Nel 1818 la reggia diventa scuola di veterinaria, nel 1823 quella di equitazione. A metà ottocento il parco diventa poligono di tiro.
Oggi
La Residenza è un grande cantiere di restauro realizzato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Piemonte, anche grazie ai fondi dell'Unione Europea. Sarà un recupero strutturale del complesso che ospiterà un centro nazionale di restauro e un polo espositivo sulla storia e la cultura dell'Europa e del Mediterraneo.
Le fotografie si riferiscono ai cantieri presenti nel 2004 alla Reggia di Venaria.